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Fascismo eterno

Si può distruggere un sistema politico, delegittimare un’ideologia, anche sapendo che dietro di loro, dietro i loro detriti e fantasmi, rimane qualcosa di irremovibile, radicato, ed è il pensiero, il sentire, la cultura e gli istinti propri di quel sistema-ideologia. Se questi non possono essere in alcun modo spazzati via, vuol dire allora che il fascismo in Italia è permaso? La risposta di Umberto Eco è affermativa. Il fascismo è ancora intorno a noi, in abiti civili. È un intruso cui abbiamo difficoltà a riconoscere, a volte. L’imperativo categorico di tutti è quello di additarlo non appena lo individuiamo, di denunciarlo in nome della giustizia e della libertà.

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Eco, in particolare, si sofferma sulla debolezza filosofica dell’ideologia del fascismo italiano. Mussolini, dice l’autore, aveva solo una retorica:

Cominciò come ateo militante, per poi firmare il concordato con la Chiesa e simpatizzare coi vescovi che benedivano i gagliardetti fascisti. […] In anni successivi, nei suoi discorsi Mussolini citava sempre il nome di Dio e non disdegnava di farsi chiamare "l’uomo della Provvidenza".

Retorica e tanta apparenza. Il fascismo ha ideato una liturgia militare, una serie di comportamenti e tradizioni proprie, uno stile. Ma oltre a tutto ciò, oltre a questa costruzione prettamente estetica, il fascismo è in definitiva un tipo di totalitarismo sfocato e impreciso; in esso, difatti, abbiamo una mescolanza di idee e pensieri filosofico-politici diversi tra loro, che si contraddicono:

Si può forse concepire un movimento totalitario che riesca a mettere insieme monarchia e rivoluzione, esercito regio e milizia personale di Mussolini, i privilegi concessi alla chiesa e una educazione statale che esaltava la violenza, il controllo assoluto e il libero mercato?

Il fascismo per Umberto Eco è dunque svuotato e scardinato dal punto di vista filosofico, infatti si adatta a tutto perché è possibile eliminare da un regime fascista uno o più aspetti, e lo si potrà sempre riconoscere per fascista, ma dal punto di vista emotivo è fermamente incernierato ad alcuni archetipi.

Di seguito ho riportato la lista delineata da Eco dei caratteri tipici di quello che lui ha chiamato "Ur-Fascismo" o anche "fascismo eterno": è sufficiente che vi sia uno di loro per far emergere il fascismo...

  1. Il culto della tradizione
  2. Il rifiuto del modernismo
  3. L’irrazionalismo e quindi il culto dell’azione per l’azione
  4. Il disaccordo come forma di tradimento
  5. La paura della differenza
  6. Frustrazione individuale e/o sociale
  7. La ancanza di identità viene soppiantata dall’essere nati nello stesso paese, che conduce alla xenofobia
  8. Convinzione di poter sconfiggere i nemici, che sono troppo forti e al tempo stesso troppo deboli
  9. Il pacifismo è negativo perché la vita è una guerra continua
  10. Etilismo popolare, ovvero ogni cittadino è appartenente al migliore popolo del mondo
  11. Ognuno è potenzialmente un eroe perché è educato a diventarlo, e a questo naturalmente segue il culto della morte
  12. Machismo, che include il disdegno per le donne e la condanna delle abitudini sessuali considerate non conformiste, per intenderci dalla castità all’omosessualità
  13. Populismo qualitativo
  14. Uso della neolingua

Vorrei soffermarmi brevemente sul tredicesimo punto. In democrazia godiamo di numerosi diritti e possiamo avere un forte impatto in ambito politico, questo però è di tipo quantitativo – perché naturalmente le decisioni che vengono seguite sono quelle della maggioranza. Nel regime fascista non funziona così, gli individui non hanno diritti e il popolo è solo una qualità, un’entità monolitica che esprime quella che è la "volontà comune". È il leader che interviene per interpretare questa volontà, perché nessuna quantità di esseri umani può possedere una volontà comune. Così, i cittadini che stanno sotto il tetto del fascismo perdono il potere di delega, proprio del sistema democratico, e perciò sono soggetti inattivi, non agiscono, si limitano a fare da sfondo, cioè a far finta di essere un popolo. Oggi succede qualcosa di simile quando, ad esempio online o in televisione, in luoghi vaghi, viene selezionato un gruppo di cittadini la cui risposta emotiva viene presentata come la "voce del popolo". È facile a questo punto capire il motivo per cui al fascismo dà estremamente fastidio il potere democratico, quello del parlamento.

Ogni qual volta un politico getta dubbi sulla legittimità del parlamento perché non rappresenta più la "voce del popolo", possiamo sentire l’odore di Ur-Fascismo.

Il pensiero di Eco è purtroppo attuale e puntuale. Da questo piccolo testo sembra trasparire un appello, un'esclamazione che ci esorta a rimanere con gli occhi e le orecchie bene aperte perché lo spettro del fascismo si aggira tra noi e possiamo combatterlo, sì, con serietà e coscienza politica.

Sara Marzi

Sara Marzi

Leggo. E guardo un sacco di film. Il resto del tempo lo passo a fischiare.

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