/ james dean

Le borse di Jimmy

Le borse di Jimmy sono tutto. Sono la vita che palpita di notte e si affloscia negli orari diurni e meno opportuni. Sono l’imbarazzo di chi vuole fare tante cose e le fa quasi tutte. Sono il disagio di chi non sta fermo un momento perché c’è tanto da vedere, da gustare, da portare a termine.

Guardi le occhiaie di James Dean e affermi: quanta bellezza! Quanta bellezza giovane e inquieta ha imbrattato un corpo che ha perso la vita troppo presto. Quanta bellezza in un volto virile ma al tempo stesso fanciullesco e pulito. Quanta bellezza in un’espressione perennemente smarrita e addolcita di tanto in tanto da timidi sorrisi . Quanta, anzi, troppa bellezza!

Di lui rimangono tre dolcissimi e bellissimi film. Il primo è La valle dell’Eden (East of Eden), diretto dal grande Elia Kazan e basato sul celebre romanzo di John Steinbeck, in cui James dà subito prova delle sue doti attoriali. In particolare è da citare e ricordare la scena in cui Cal (James) si contorce sul tavolo e la cinepresa di Kazan lo segue nel suo pianto reale, che a mio parere è leggendaria e storica. La scena di cui parlo è questa:

In Gioventù bruciata (Rebel without a cause), il suo secondo film, James torna a esibire il suo carattere irrequieto e sensibile, già dimostrato nei panni di Cal Trask. Il rapporto col padre, che ne La valle dell’Eden era brusco e difficile, in quest’altro film sembra assumere una forma diversa: è mera nostalgia e simboleggia il bisogno di una figura paterna solida – come risulta dalla biografia di Dennis Stock e da altre fonti, questa peculiarità è in realtà un fatto biografico, dal momento che dopo la morte della madre James ha avuto importanti problemi con il padre. La scena di Gioventù bruciata in cui Jimmy è in salotto ai piedi delle scale e ha un litigio con la madre, mentre il padre gli è seduto alle spalle – la stessa scena in cui Jimmy poi, prima di andarsene disperatamente, lo prega di alzarsi – è di una drammaticità unica:

Infine Il gigante (Giant), uscito l’anno successivo a quello della morte di James, quindi nel 1956, chiude la sua brevissima ma intensa carriera attoriale.

Rivedere questa scena con la consapevolezza che James avrebbe potuto proporci altre meravigliose interpretazioni fa pensare a una cosa sola: nella sua fragile e breve esistenza è riuscito a ottenere un titolo che alcuni impiegano un’intera vita per ottenerlo, altri neanche ci riescono – il titolo di attore immenso e storico e quello, forse meno invidiabile, di eternamente giovane.

alt

Oltre alle sue tre bellissime pellicole, ci rimangono splendide fotografie in bianco e nero scattate dal famoso fotografo Dennis Stock, che altro non sono che frammenti di vita quotidiana, ritratti di questo faccino pallido, stanco, efebicovirile, di sigarette perennemente accese e pendenti dalle labbra. Rimangono queste sfumature di grigio che disegnano un ragazzo pieno di vita, un figlio alla difficile ricerca dell’amore paterno, un uomo che, immortalato dalla cinepresa, rimarrà per sempre giovane.

In ultima istanza rimangono questi due occhi malinconici, curiosi, queste due borse gonfie e questi due solchi che, a mio parere, sono la parte più bella di James Dean.
giphy (1).gif

“May you always be courageous
Stand upright and be strong
And may you stay
Forever young”

Sara

Leggo. E guardo un sacco di film. Il resto del tempo lo passo a fischiare.

Read More