/ Consigli di lettura

Purple America

Quello di Rosso americano è un pigmento cupo, di origine organica, che sfuma in un violetto carico. Purple America.

Sì, l’America di Moody è veramente una tela imbrattata di pennellate di colore porpora, ma è anche l’America classica dei cheeseburger, delle montagne imporporate e delle grandi pianure fertili, di quelle pianure e di quelle famiglie religiose che hanno liberato il West dalla piaga dei pellerossa.

Rosso americano è il racconto di due giorni della vita di Dexter, un uomo prossimo a compiere quarant’anni, costretto a tornare nella cittadina dove è nato e cresciuto – Fenwick, Connecticut – per prendersi cura della madre paraplegica, Billie. Mentre alcuni importanti frammenti del suo passato tornano a galla, Dexter e l’intera città devono fare i conti con un problema importante: c’è stato un incidente alla centrale nucleare. Frattanto la salute di Billie comincia a decadere finché il figlio, su ordine della madre, è obbligato a prendere una decisione straziante, la più importante della sua vita.

I temi centrali di questo piccolo romanzo della Vita sono l’incomunicabilità – causata dalla malattia– e il rimorso. Billie è costretta alla carrozzina e al letto, non può concedersi bagni troppo caldi, fa fatica a mangiare e parla sempre meno, perché la malattia le sta togliendo anche questa facoltà, l’unica che le permette di mantenere una connessione col mondo. A malapena ora la capiscono il figlio e il compagno, Lou. In compenso un computer avanzato permette a Billie di comunicare per mezzo di una voce robotica, ma lei non può accettarla, non può accettare una sostituta, né di essere la zavorra personale o finanziaria. Non vuole accettare  il frustrante, lento e progressivo decadimento corporeo. Quel suo povero corpo.

image2.JPG

Anche Dexter è condannato a non farsi capire, vittima di una balbuzie ingestibile che lo accompagna da sempre. Quindi si appoggia all’alcol, che forse è l’unico a cancellare per un momento il peso del disprezzo che nutre per se stesso. Dexter e Billie, due corpi, due volti e due famigliari avvolti da un’ombra oscura, quella dell’eutanasia: una presenza incombente, indigeribile, che Dexter non riesce ad accogliere e che tanto egoisticamente disapprova. La pietà però è generosa. E cristiana.

La verità è che Dexter non ascolta, è troppo egoista per farlo. Un po’ si odia perché può camminare, perché è disorganizzato, perché è disgraziatamente irresponsabile, perché non vale niente. E perché beve. Troppo. Non fa che causare problemi. Insomma, la sua vita è una somma di delusioni,  questo lo sa fin troppo bene. E lo sa da sempre, dal giorno in cui ha detto la sua prima parola, che è stata scusa.

image1.JPG

All’inizio del romanzo Lou, compagno di Billie e patrigno di Dexter, è in fuga dalle responsabilità, ha abbandonato la moglie perché sa che non può continuare a starle accanto, e proprio in quegli istanti scopre anche di essere coinvolto nell’incidente nucleare. Se solo fosse stato più attento, se solo fosse stato più responsabile. Ecco allora che si formano i due volti di Rosso americano: la malata Billie curata dal figlio alcolizzato, e il fuggitivo e disperato Lou, che, esattamente come Dexter, vive segretamente un supplizio eterno.

Malattia – senso di colpa – responsabilità: è questa fusione a tenere in vita i personaggi. Billie, in cerca di liberazione della paralisi; Lou, vittima dei rimorsi; Dexter, in preda al panico e costretto ad agire subito. Con uno stile icastico, pungente, grottesco ma anche colorato e fluido, Moody ci imprigiona in un ambiente avvelenato, inquinato, reale, dove l’ansia, l’angoscia e l’asma tipica di chi è oberato di colpe e consapevolezze ci offrono una storia al limite della vita. In un mondo sciupato da un potente disinteresse imperdonabile, Moody non aspetta altro che criticare, o meglio, criticarci. La terra è inquinata, l’aria è pesante, il suolo è gravido di elementi nocivi, la nostra stessa vita è artificiale e chimica. Cosa c’è di inventato in tutto questo?

Billie dice a Dexter che la pietà è generosa e cristiana. Infatti. Ma quanto c’è di generoso nel privare qualcuno della libertà di vivere, e di morire?

Sara

Leggo. E guardo un sacco di film. Il resto del tempo lo passo a fischiare.

Read More