Caro Monroe Stahr

Caro Monroe Stahr

Non è facile parlare di un libro quando ti ha rapito, sorpreso, scosso, turbato, perché non stai parlando soltanto di un paio di pagine scritte bene su cui i tuoi occhi hanno scorso, ma di qualcosa di più grande a cui senti di aver partecipato per davvero. Proprio come se fosse successo davvero.

Beh, è successo davvero che leggendo "Gli ultimi fuochi", romanzo incompiuto del grande Francis Scott Fitzgerald, ho seguito Monroe Stahr negli studi cinematografici di Hollywood, e poi su giù e per le strade tortuose in cui soffia sempre una brezza piacevole, ai cui lati sorgono i bungalow delle star sempre accesi sotto le luci ardenti della notte, in macchina fino a Santa Monica e poi Malibù, dove la striscia gialla di spiaggia serpeggia irregolarmente lungo le scogliere della California meridionale riconoscibili grazie alle loro sfumature di colore che ricordano la vita che rinasce. Ho visto Monroe Stahr struggersi d'amore, il suo cuore rabbrividire davanti a tanta bellezza, quella di Kathleen Moore dalla pelle soffice, il volto chiaro, brillante come le stelle di Hollywood con l'unica differenza che queste sono di cipria, polvere al vento, mentre Kathleen è una bellezza che svetta contro il cielo e resiste al ticchettio del tempo che passa sopra al cuore di Monroe e ne tinge il volto di lacrime blu come il pacifico. Ho percepito tutto il dolore di un uomo affranto da un amore impossibile e se quel tormento e quel dispiacere avessero potuto fare rumore, sarebbe stato il rombo dell'oceano che arriva come una flotta di pugni bianchi sulla battigia, dove muoiono nel ricordo di chi fa pace con il passato. Ma Monroe non vuole. Lui è un romantico, un nostalgico, un amante della bellezza che si nasconde al di là del set, del palco, dei riflettori.

Monroe, Monroe... lo posso vedere ancora mentre prende il nichelino e lo appoggia sulla scrivania e girandosi verso di me so finalmente che io sono la persona nella stanza che guarda ogni suo movimento, come lo spettatore in un film e il lettore in un libro.

Francis Scott Fitzgerald è stato magnifico e gli voglio bene. Che bel regalo, la sua scrittura.