Juri Zivago portavoce della razza umana

Consigli di lettura nov 17, 2019

L’epoca non tiene conto di me, mi impone ciò che vuole. Permettete dunque anche a me di ignorare i fatti.
(p. 182)

Soggetto a censura, Il dottor Zivago di Boris Pasternak non trova respiro in patria, vale a dire in Russia, ma in Italia dove Giangiacomo Feltrinelli ne ordina la pubblicazione nel 1957; il romanzo ottiene così tanto successo che l’anno dopo riceve il Premio Nobel. Quella in quest’opera letteraria è una storia d’amore che si mescola alle generose delusioni di una rivoluzione che, apparentemente come tutte, cammina sulle gambe di promesse fragili e illusorie; e qui, in questa storia tragica di esistenze che si intrecciano e si dissipano in continuazione, Juri Zivago - dottore e poeta nella Russia dei primi decenni del Novecento - danza con leggerezza lungo i bordi dell’abisso, da cui la filosofia sembra esser stata assorbita ma che con fatica s’aggrappa per risalire verso l’altopiano, dove non abbastanza celebrato è l’immenso tributo dei martiri che consegnano la loro esistenza nelle mani tremanti del fato, decantando la madre di tutte le illusioni - la rivoluzione - e Juri rimane lì, a cercare di proteggere tutta la vita buona e generosa che ha saputo coltivare dentro di sé. Un uomo come pochi, integro e incorruttibile, che dotato di spirito critico difende e realizza l’autenticità che lo contraddistingue. Non è casuale che si abbandoni all’adulterio, che qui in realtà ha tutte le fattezze dell’amore vero, legittimato dalla luminosità di un sentimento puro e autonomo che riesce a sopravvivere a un clima arido e sterile, quale è quello della guerra e della rivoluzione.

Credo che non ti amerei tanto se in te non ci fosse nulla da lamentare, nulla da rimpiangere. Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita
p. 324

Ma il Dottor Zivago, che è un libro sulla caduta degli ideali, e quindi una rappresentazione fedele delle illusioni di un sistema di pensiero claudicante, non evita la verità, anzi: Boris Pasternak stende un lungo tappeto rosso e la invita a un ballo galante. E così, in un attimo, tutte le speranze e le convinzioni di Juri di poter evitare la storia, e di scriverne una propria senza venire contaminato e avvelenato dall’esterno, sono infrante: la sua bolla di felicità viene scoppiata dagli uncini di una rivoluzione dichiarata nel nome di un progresso che non fa niente se non mietere vite umane. A un certo punto, infatti, Juri viene rapito dai partigiani rivoluzionari e il suo amore per Lara, così come quello per la sua famiglia, viene preso in ostaggio ed è costretto a rassegnarsi. La storia travolge Juri Zivago e con un soffio abbatte il regno d’amore, arte e felicità da lui pazientemente costruito.

Io ero favorevole alla rivoluzione, ma ora penso che con la violenza non si possa ottenere nulla. Al bene si deve giungere attraverso il bene.
p. 214

Boris Pasternak ci mette di fronte all’ineluttabile realtà dei fatti: la dimensione individuale, per quanto ricca e forte possa essere, non potrà mai resistere al magnetismo e alla potenza di quella pubblica, e quindi alla Storia, ai vortici perpetui del Tempo. Siamo tutti influenzati da quanto accade là fuori, dice Boris. E puoi andare lontano quanto vuoi, in campagna, ai limiti del mondo, ma la Storia ti raggiungerà e ti prenderà con sé. Vuole te. Vuole tutti. E se da una fabbrica escono per lo più prodotti finiti e perfetti, da quella della Storia in pochi escono integri e vincenti.

Si convinse che l’arte è sempre al servizio della bellezza e la bellezza è la felicità di dominare la forma, che la forma è il presupposto organico dell’esistenza; e che, per esistere, ogni cosa vivente deve possedere la forma, e che, di conseguenza, tutta l’arte, non esclusa quella tragica, è il racconto della felicità di esistere.
p. 366

Juri Zivago è un uomo come pochi e il mondo avrebbe bisogno di più persone come lui: persone coscienziose e virtuose, persone disposte ad aiutare il prossimo, persone che anche in climi estremi e privi di luce riescono a coltivare un po’ di bellezza - e il loro contribuito, pur senza saperlo e vederlo, salva il mondo. Viene da dire che non ha importanza se poi un vento gelido e impetuoso la strappa - la bellezza - perché a conti fatti l’arte è e sempre sarà a disposizione dell’umanità. Quindi finché c’è il desiderio di andar a sognare anche sotto a cieli che esplodono d’odio, la pace fecondata dall’immaginazione dei virtuosi sopravvive come una spora, come un embrione, e al momento più propizio, vale a dire quando una comunione di idee animate da compassione e amore avvicinerà i popoli di tutto il mondo, la Storia potrà riposare - per un po’ - sotto le fresche fronde di un ciliegio in fiore, e Juri Zivago potrà tornare a fare ciò per cui è nato: scrivere poesie per la sua Lara.

Sono geloso degli oggetti della tua toeletta, delle gocce di sudore sulla tua pelle, delle malattie che sono nell’aria e che possono attaccarsi a te e avvelenare il tuo sangue. E, come di un’infezione di questo genere, sono geloso di Komarovskij, che un giorno ti strapperà a me, così come un giorno la mia o la tua morte ci dividerà. Lo so, tutto questo ti deve sembrare un oscuro groviglio. Ma non so dirlo in maniera più comprensibile e chiara. Ti amo follemente, da perdere la ragione, senza limiti
p. 325  

Sara Marzi

I'm a busy pale kiddo roaming out there in the world.