Mettiamo in ordine un po' di cose

Mettiamo in ordine un po' di cose

Non so da quanto tempo non scrivevo sul mio blog. Probabilmente, l’ultima volta che l’ho fatto risale alla scorsa primavera poco prima di partire. Sì, sono partita per la volta degli Stati Uniti, dove vivo dall’8 maggio in compagnia di mio marito - Joaquin - e del mio Jack Russell - Nala - che ha volato coraggiosamente insieme a me.

In questi cinque mesi di Stati Uniti ho fatto parecchie cose. Ho cominciato con l’affrontare quelle difficoltà tipiche del vivere lontano dalla propria famiglia. Ho assaporato il gusto, a me nuovo, della vita coniugale, che ogni giorno si propone in forme nuove, mai banali, sempre un po’ complicate ma alla fine della giornata sono di una dolcezza impareggiabile. Poi, beh, alla lingua diversa si è anche contrapposta l’esigenza di una mentalità diversa, che sto ancora sviluppando e flettendo, e spero di cuore che non si sedimenti mai. Viviamo tra studenti – americani e soprattutto internazionali – quindi l’ambiente in cui mi sveglio ogni mattina è giovane, intraprendente, rumoroso nel senso che “there’s always something going on”. Insomma, mi piace.

Io e Nala appena atterrate all'aeroporto di Los Angeles l'8 di maggio (2021).

L’oceano è a dieci minuti di macchina, ma con tutto questo sali e scendi dovuto alle colline e ai canyon della contea di San Diego, a piedi ci vogliono trenta o quaranta minuti. Si chiama La Jolla il posto in cui viviamo. Dicono che qui ci vivono i ricchi, ma c’è da precisare che sono solo in un’area specifica della cittadina – cioè sulla cima delle colline e attorno alle spiagge dorate. Mi piace La Jolla, è tranquilla, pulita, ha i profumi buonissimi di prati sempre falciati, ha cieli di mille colori firmati da strisce di gabbiani dondolanti, il cui canto malinconico mi arriva alle orecchie sotto forma di poesia che non mi stanca mai.

Da quando sono qui non ho fatto altro che disegnare. Prima con le matite, poi con i gouache e ultimamente con gli acrilici. Ho trovato molta soddisfazione nella pittura, constatando che per qualche ragione sento di trasmettere qualcosa di più profondo sulla tela. I miei soggetti preferiti, per ora, sono gli animali, in particolare la fauna americana, che include alcune delle mie specie preferite come i grizzly, la famosa aquila americana dalla testa bianca, il puma e vari animali acquatici che si trovano sulla costa ovest. Trovo molta ispirazione nel mondo che mi circonda, nella natura, negli animali stessi che ho la fortuna di vedere di persona, come i falchi dalla coda rossa, le foche sugli scogli di La Jolla, i coyote che ululano dal canyon di fianco al nostro appartamento. Questa ispirazione mi sta portando anche al college, che tecnicamente dovrei cominciare la prossima primavera: ho intenzione di seguire un percorso artistico (fine arts) per due anni, ma vorrei completare gli studi possibilmente a Los Angeles, dove approfondirei il mio aspetto creativo esplorando mondi più ampi, come quello dell’animazione.

Uno dei miei ultimi quadri: un grizzly dell'Alaska che caccia salmoni in un fiume. 

Un passo alla volta, però. Ora sto centellinando ogni istante di libertà. Il non poter lavorare né uscire dagli Stati Uniti* può essere molto frustrante, ma per ora l’ho gestito in modo sorprendentemente positivo: sto sfruttando ogni momento, ogni giornata, dedicandomi alle cose che amo, alle capacità che voglio affinare, come la pittura e la lingua inglese. La libertà che ho ora è qualcosa di squisito che non posso sottovalutare, è un’opportunità di sviluppo interiore che non posso lasciarmi sfuggire.

Non ho letto molto da quando sono arrivata negli States. Ho letto Lonesome Dove di Larry McMurtry, un romanzo western potentissimo, strabiliante per l’effetto travolgente che ha avuto su di me, e su tantissimi altri lettori, e che sento di consigliarvi se semplicemente amate leggere. Mi piacerebbe scrivere qualcosa di approfondito a riguardo, perché è stato un libro che m’ha tenuto compagnia come pochi altri e merita la stessa attenzione che ho attribuito in passato ad altri romanzi. Ieri ho anche finito di leggere L’amica geniale di Elena Ferrante, una lettura appassionata che mi ha tenuta sveglia di notte e mi ha tolto l’appetito qualche volta per quanto ero distratta dalla penna dell’autrice. Forse anche su questo potrei parlare in un altro post. Ora sto portando avanti la lettura di Via col vento di Margaret Mitchell, che sto leggendo in inglese ma che alterno all’ascolto dell’audiolibro in italiano su Storytel. Ah, Scarlett… qualche volta vorrei scuoterla e dirle di smetterla con le sue lagne, poi però percepisco la sua voglia di indipendenza, il suo desiderio di esprimere lo spirito selvaggio che la contraddistingue, quindi taccio e l’ascolto in silenzio. Prossimamente vorrei leggere qualcosa di Franzen, tipo Libertà, dato che recentemente è uscito il suo nuovo libro, Crossroads, che mi interessa molto.

Tra luglio e agosto ho anche provato a fare video su YouTube, è stato un tentativo che presto è andato in fumo, e aggiungerei di nuovo dato che ci avevo provato altre volte in passato. Non ci ho messo molto a capire che non sono una camera-girl, ovvero una persona che ha con sé la videocamera ogni istante, che si trova a suo agio nel catturare molti dei momenti che vive, eccetera. Non temo la videocamera, ma non ho quell'attitudine che rende interessanti e produttivi gli youtuber. Non so se potrò mai coltivare questa capacità, per meglio dire naturalezza, perché richiede pazienza e perseveranza, e queste sono qualità che non ho quando si tratta di fare video. Per questo motivo mi sono messa a scrivere: è nella scrittura che mi trovo a mio agio, è questo il mio vettore di emozioni che sono felice di portare qui.  E magari, proprio perché con i video ho fallito, potrei tornare qui molto più spesso di quanto immagino.

Lonesome Dove (Larry McMurtry) su una spiaggia di Del Mar (California).

Ho voluto scrivere questo post anche per fare un po’ di ordine nella mia testa. Le prime settimane in America è stato difficile avere una routine, avevo perso il mio ritmo, e a volte mi sono sentita smarrita. È stato come ricominciare tutto daccapo: ambiente nuovo, persone nuove, stile di vita nuovo. Alla fine, quello che ho imparato a fare, è stato adattarmi senza annientare la persona che sono stata e che sono ancora. Quando ci si trasferisce in un paese nuovo, è facile perdere la propria bussola, ma penso che sia solo un’impressione. Fa un po’ paura vivere in un posto dove non si può che contare sulla forza di se stessi, ma anche questa è solo un’impressione: siamo sempre spinti dall’amore di qualcun altro, del partner, della famiglia, degli amici, e non ha importanza da quanto lontano questo amore arrivi perché, nonostante tutto, c’è.

A presto!
Sara

14 ottobre, 2021.


*Non posso né lavorare né uscire dagli Stati Uniti perché sono in attesa della green card. Quando entri in America con il visto K-1 (quello per fidanzati, che ho avuto io), hai diritto a richiedere la green card, che in California viene approvata nel giro di 8-12 mesi, o anche meno se sei fortunato, a condizione però che non lavori né esci dal Paese.