Succhiare tutto il midollo della vita

unpopular ott 01, 2016

Alexander Supertramp, aka Chris McCandless, deve rivendicare la sua vita, il diritto su se stesso, per poter dire di aver vissuto. E lo fa in maniera originale: percorrendo a piedi l’America per due lunghi anni. La meta? Il quarantanovesimo Stato d’America, quello più grezzo e incontaminato rispetto agli altri: l’Alaska.

Affascinato dai meravigliosi racconti di Jack London (“Il richiamo della foresta” e “Zanna Bianca”) e dai testi del filosofo e scrittore Henry David Thoreau, Alex si perde nella natura selvaggia e, disgraziatamente, ci muore. Accanto al suo corpo freddo e ormai decomposto vengono trovati diversi libri, tra i quali anche un testo di Thoreau dove sono sottolineate le seguenti parole:

Solo quando ci siamo perduti, in altre parole, solo quando abbiamo perduto il mondo, cominciamo a trovare noi stessi, e a capire dove siamo, e l’infinita ampiezza delle nostre relazioni.

Vendica te tibi è l’imperativo esistenziale di origine senechiana che mira a riprendere le redini del proprio destino, lo stesso obbligo morale che suggella definitivamente la vita irrequieta e stravagante di Alex Supertramp. Il Vendica lo troviamo pure come tema centrale della filosofia di Thoreau, precisamente nelle sacre parole di “Walden, ovvero vita nei boschi”:

Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa.

“Walden” non è solamente un’opera letteraria e filosofica di notevole importanza scolastica, ma è anche il più accurato ritratto della cultura statunitense ottocentesca, quella che ritiene di fondamentale importanza la pursuit of happiness — ricerca della felicità — sancita e tutelata dalla Dichiarazione del 4 di luglio vergata da Thomas Jefferson. Influenzato dal suo mentore — Ralph Waldo Emerson — e fortemente condizionato dalla sensazione di irrefrenabile interesse per la natura selvaggia e dalle letture di classici e di testi indiani, a soli ventotto anni Henry si incammina da solo, verso il bosco selvaggio che cinge il lago Walden — luogo reso celebre dalla sua opera.

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Lì, ai bordi del lago Walden, Henry costruisce una capanna di legno e ci rimane per oltre due anni; vive di scrittura, letture, escursioni, a stretto contatto con ciò che secondo il filosofo è vero e puro: la Natura, ovvero la Madre, la fonte di ogni ispirazione, l’unica a poter concedere uno stato di autentica grazia. Lo scopo ultimo di Thoreau altro non è che il raggiungimento della Libertà, quella con la lettera maiuscola, che si traduce in un sentimento di indipendenza svincolato dalle catene della civilizzazione, dalla presenza asfissiante delle leggi dello Stato e dall’assenza totale di rapporti umani frivoli.

Thoreau la sa lunga sulla società. Già nell’ottocento si può respirare il bisogno di ricercare se stessi estraniandosi da ciò che non è puro. Thoreau non fa mai discorsi di ordine sociologico e politico in senso proprio. E’ un filosofo e in quanto tale il suo fine è ricercare l’essenza della felicità dell’uomo. In parole più articolate, rifiuta l’ipocrisia corrompente, la degenerazione della società industrializzata e sperimenta un rapporto di mera bellezza nei confronti della Natura: perché nella Natura si può essere se stessi ed essendo tali si è anche autentici; si ripristina la propria natura e si è finalmente uomini.

Pensatore colto, raffinato, originale, incapace di compromessi, è anche un avventuriero, una persona in grado di entrare in contatto con la Natura: un vero walker — ovvero un camminatore. E’ un filosofo che non indugia, si alza dalla poltrona, esce dallo studio e va all’aria aperta dove l’osservazione, la contemplazione e il confronto con la realtà sono strumenti speciali. Per dirla più formalmente: Thoreau è un filosofo che va oltre lo schema dettato dagli ideali, i limiti del sapere spocchioso e accademico, per pensare in maniera autenticamente selvatica.

Alexander Supertramp è una figura che rappresenta bene il trascendentalismo e la filosofia thoreauiana, e simboleggia l’Uomo che, annoiato a morte dall’ipocrisia urbana e dalla corruzione della società degradata, decide di abbandonare gli agi per affrontare la vita vera, quella complessa e multicolore. Perché la Natura è una libertà sensibile e un’esistenza di quieta disperazione è un insulto alla felicità, quella reale. Lo stesso Alex sembra intuirlo nelle parole di Tolstoj:

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Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo? ("La felicità domestica, Lev Tolstoj)

La bellezza naturale è dunque una sorta di comunicazione primitiva, atavica ed eterna, attraverso la quale l’uomo può scoprire molte cose di sé e riesce a elevare il suo spirito a una essenza genuina. La Natura si mostra al solo camminatore — the walker — che vuole contemplarla e ascoltarla, che cammina per ribellarsi, per sentirsi parte integrante di qualcosa che esiste e che è buono. E la Natura mostrando se stessa esibisce la verità: la stessa che Thoreau riporta nelle pagine di “Walden”.

Datemi la verità, invece che amore, danaro o fama. Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L’ospitalità era fredda come i gelati. (Walden, Henry Thoreau)

La verità è che vivere realmente significa respirare in un sistema di stelle, in una ragnatela di fiumi che scavano solchi nella terra, la stessa terra che nutre e cura, per fare sogni di camomilla e resina, per essere uomini onesti e non più corpi imbrattati di macchie, vizi e delitti. Vivere poeticamente e bellamente: è quello che ci insegnano Thoreau e Alex.

O per dirla meglio: vivere la vita significa:

Succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici. (Walden, ovvero vita nei boschi).

01 Oct 2016

Sara

I'm a busy pale kiddo roaming out there in the world.